Manuale per la realizzazione di siti web seo friendly

Manuale per la realizzazione di siti web seo friendly

Per scrivere i testi di un sito web si possono seguire delle semplici linee guida. Questo manuale ha lo scopo di cercare di fornire un’infarinatura di Search Engine Optimization a chi, come è accaduto a me quando ho iniziato, non sa dove reperire informazioni o come iniziare a reperirle.

Eviterò di andare troppo nello specifico in questo manuale, ma tenterò di dare un’infarinatura di base, per permettere a chiunque di fare quel minimo di ottimizzazione che serve per presentare un sito web ai motori.

Questa pagina verrà aggiornata costantemente, al fine di inserire informazioni più fresche e migliorarne i contenuti. Ulteriori punti e paragrafi saranno inseriti quando ci saranno delle novità.

 

Iniziamo con dei consigli extra manuale.

Non farcite una pagina di H1 e di keywords solo per piacere ai motori. Questo è uno degli errori più frequenti che si nota nel web. L’inserimento smisurato di keywords, a danno della logica del discorso e del piacere della lettura del testo, influisce sul  piacerete dei lettori (e loro sono il vostro valore aggiunto) nel proseguire la lettura del vostro scritto.

Un buon consiglio, che mi è stato trasmesso e che mi sento di girarvi è il seguente: scrivete di getto, quel che vi sta passando per la mente, senza focalizzarvi troppo sulla sintassi o sull’infarcimento del testo con una miriade di keyword. Una volta terminata la scrittura del contenuto di una pagina, lo si rileggerà, e si cercherà di modificare i periodi o le frasi secondo un concetto di logica e fruibilità del testo.

1. Ottimizzazione dei siti web

Nel momento in cui i motori di ricerca decidono quali siano le pagine che, nel loro indice, sono inerenti alle ricerche eseguite dai consumatori, e quali di queste siano le più pertinenti, ovvero quale graduatoria assegnare alle singole pagine per il posizionamento, prendono in considerazione principalmente due varietà di elementi: i fattori on-page ed i fattori off-page dell’ottimizzazione di una pagina.

I fattori on-page sono ricavati dal codice che rappresenta una specifica pagina, pertanto, sono ottenuti dal contenuto della pagina stessa, sia quello che legge l’utente ( il testo della pagina ) che, dal codice (ovvero i vari tag e meta-tag usati per la costruzione della pagina con il linguaggio HTML ).
I fattori off-page riguardano, al contrario, la popolarità del sito, detta anche link-popularity, in minima parte ancora il page-rank, ed il trust-rank, ovvero quanto è autorevole e credibile il sito web che pubblica quel contenuto.

Negli ultimi anni il concetto si è evoluto verso i contenuti. Questo ha permesso ai motori di mettere l’utente finale al centro del loro interesse e, di conseguenza, al centro dell’interesse di chi realizza un sito web. La pratica seo migliore in assoluto è quella che premia i contenuti. Le informazioni devono essere utili, aggiornate, pertinenti ed esaustive.

*Digressione sulla logica dei motori, fondamentale per capire come impostare il proprio lavoro.*
Lo scopo principale di un motore di ricerca è riuscire a soddisfare la ricerca dell’utente. Come può farlo? Fornendo per primi quei siti che rispondono a quella specifica richiesta (per noi la keyword o keyphrase). Se la pagine fornite per prime nell’elenco dei risultati di ricerca non esauriscono la curiosità dell’utente, probabilmente, l’utente stesso tornerà, più o meno velocemente, alla ricerca effettuata e, nel caso non trovi risposta, su altri motori che lo soddisfino di più.

Come influisce questo sul nostro posizionamento? Negativamente. I motori tengono traccia della ricerca effettuata da ogni utente e del tempo medio di permanenza, sul vostro sito, per ogni singola chiave di ricerca. Da questo parametro il motore capisce se quel testo, contenuto in quella pagina, è soddisfacente per l’utente finale che ha richiesto quel contenuto.

Cosa determina questo? In parole povere, con un esempio pratico:
L’utente cerca la frase “albergo a Roma” e capita sulla vostra paginetta, scarna, con poche indicazioni a riguardo. L’utente legge la pagina, capisce che non gli interessa o non gli è utile, e torna indietro alla ricerca fatta poco prima.
Risultato: il motore registra che, la vostra pagina, non ha dato riscontro nella ricerca “albergo a Roma”, e vi fa’ scendere nella graduatoria di quella ricerca, rispetto ad altri che, invece, hanno trattenuto l’utente per molto più tempo sulla loro pagina che parla di “albergo a Roma”.
Il risultato ottimale per un motore, il dato che premia maggiormente il contenuto di una pagina, è dato dalla scelta dell’utente di terminare la navigazione, senza tornare indietro.

*Proseguiamo adesso da dove avevamo lasciato, ovvero dai fattori on-page ed off-page di un sito web.*

L’elemento basilare che un motore ha, per valutare l’importanza di una pagina rispetto ad una determinata ricerca, è il codice HTML, che lo spider del motore ha estratto dal sito internet e registrato nell’indice dei siti web del motore stesso.

Parliamo quindi sempre di testo; sia quello visibile all’utente che quello contenuto nel codice.In prima battuta, se un utente ricerca “rosa rossa”, raramente il motore di ricerca suggerirà pagine che non contengano “rosa rossanel testo, nel tag <title> o nei meta-tag.

Questo elemento, il meta-tag, è stato degradato nella considerazione da parte dei motori, a causa dell’uso improprio fatto in passato da webmaster poco corretti, i quali hanno sfruttato il codice delle pagine per promuovere del testo completamente diverso, spesso non attinente alle ricerche. Queste azioni hanno ridimensionato il valore che i motori danno ai meta-tag.

Nonostante questo, una realizzazione attenta di una pagina, sia in termini di contenuto sia di formattazione del testo, ed un uso corretto dei vari tag e meta-tag nel codice di programmazione, sono e rimangono il comportamento preferito dai motori e, di conseguenza, il modo migliore per conquistare un buon posizionamento sui motori di ricerca.

2. La scelta delle keywords e del nome del dominio

La scelta delle keyword e del nome del dominio deve essere effettuata con oculatezza.

Il momento più importante per la realizzazione di un sito web, è la scelta del nome del dominio, che spesso coincide con il nome dell’azienda, o del servizio/prodotto. Un esempio è l’Algida, con il suo famoso “Cornetto algida”. L’azienda ha scelto di acquisire sia il nome a dominio aziendale che quello del prodotto, esistono infatti sia il dominio Algida.it che CornettoAlgida.it

Questo caso però è raro, in quanto la maggior parte delle micro, piccole e medie aziende, e non da meno i piccoli professionisti, non hanno un prodotto talmente conosciuto da non aver bisogno di un aiuto nella vendita o nella ricerca online.

La scelta di un dominio ha un ruolo molto importante. Le prerogative principali di un dominio sono:
1 – nome dominio di facile memorizzazione
2 – nome dominio non troppo lungo

Nelle ultime rivelazioni di Google, il nome a dominio “Exact Match” non ha più l’importanza che aveva prima in termini di posizionamento. Spieghiamo meglio.
Fino a poco tempo fa, avere il dominio romehotel.com rendeva un vantaggio competitivo non indifferente quando un utente effettuata una ricerca per “Rome hotel” sui motori. Per questo motivo abbiamo visto il fiorire, in questi anni, di domini molto simili, differenziati spesso per un trattino – oppure _ tra una parola e l’altra.

Ti pongo una domanda. Secondo te quante volte un’utente avrà sbagliato a digitare il nome di un dominio e sarà capitato su quello del concorrente?

Torniamo quindi alla prerogativa 1. Il nome del dominio deve essere di facile memorizzazione. Nel caso in cui avete una keyword particolare, che rispecchia esattamente il vostro prodotto/servizio, usate la fantasia.

Se il vostro cliente si chiama Lello, e vende bulloni, un nome facile da ricordare potrebbe essere ibullonidilello.it, senza dimenticare di registrare anche lello.it, per tutelare il marchio del vostro cliente. Altro dominio potrebbe essere “lcasadeibulloni”.

Come fare per sapere quali sono le keywords più ricercate per il lavoro del vostro cliente o per voi stessi? Usate lo strumento gratis più utile per eccellenza, google adwords: dalla voce di menu, “Strumenti e analisi“, scegliete la voce di sotto-menu, “Strumento per le parole chiave”

Google AdWords

Immagine 1
Google AdWords criteri della ricerca

Come si usa? Abbiamo ipotizzato il solito sito di bulloni della ditta Lello. Le prime keyword che ci vengono in mente sono bulloni, bullone e bulloneria, ed ecco nella prima immagine (Immagine 1) il risultato della nostra ricerca:

  • bulloni 60.500 ricerche al mese
  • bullone 40.500 ricerche al mese
  • bulloneria 27.100 ricerche al mese

Cosa significano questi dati? Semplicemente che, ogni mese, in Italia, in lingua italiana, la ricerca di informazioni, sul motore google, di quella specifica parola chiave, viene effettuata quel numero di volte.

Google AdWords risultato della ricerca

Immagine 2
Google AdWords risultato della ricerca

Nella seconda immagine notiamo come, scendendo nella pagina dei risultati, troviamo i suggerimenti di google su altre ricerche effettuate nello stesso genere di contenuti.

Si tratta di un suggerimento di cui dobbiamo far tesoro, perché grazie a questo strumento, potremo decidere in seguito come sviluppare il nostro sito. Ma questo sarà argomento di un prossimo capitolo.

Facile intuire fra le 3 keyword quale sia quella più produttiva. Il nome del dominio quindi potrebbe trarre vantaggio se contenesse la parola “bulloni”.

Il nome del dominio non deve essere troppo lungo, per evitare errori di battitura. Evitate, se possibile, di creare nomi di dominio simili ad altri. Genereresti possibilità di errori o confusione fra i due siti. Qualcuno sfrutta queste possibilità, acquistando nomi a dominio che contengono proprio errori di battitura.

Nel nostro caso potrebbe essere “bulloi” o “bulloniù”. La cosa è eticamente scorretta e, sinceramente, a parte generare del traffico che con tutta probabilità se ne andrà appena si accorgerà dell’errore, non vi permetterà di presentarvi nel modo giusto ai vostri nuovi clienti. Vi etichetterebbero subito come “furbetto” ed il rapporto inizierebbe su questa falsa riga. Meglio evitare.

La seconda prerogativa di un dominio è la lunghezza. Riprendiamo quindi l’immagine 1, dove abbiamo analizzato le ricerche mensili che vengono fatte per ciascuna keyword. Se dovessi consigliare ad un cliente il dominio da acquistare, per lunghezza e facilità di memorizzazione, sceglierei “Labulloneria” oppure “Ilbullone”.

L’esempio è stato fatto senza verificare se questi domini esistano già, però il concetto crediamo sia chiaro. Devi acquistare un dominio? Non badare troppo alle keyword ma sfruttale per cercare un eventuale nome di dominio accattivante e facile da ricordare. In alternativa il nome della ditta sarà perfetto. Il posizionamento delle keyword di tuo interesse avverrà sulle pagine interne del sito, tramite i criteri di ottimizzazione on-page ed off-page di cui abbiamo parlato in precedenza.

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